sabato 27 novembre 2010

Diciamo sì al “revamping” all’Italcementi di Monselice

Da ormai alcuni mesi è forte il dibattito attorno al progetto di revamping al cementificio di Monselice della Italcementi. Dall’inglese “revamp” (rinnovare, rimodernare) il progetto di revamping in questione, sta ad indicare un rinnovamento mediante sostituzione di impianto obsoleto con uno più nuovo. Con il nuovo impianto la produzione del cemento si realizzerà nel rispetto della BAT – migliori tecnologie disponibili (in inglese Best Avalaible Techniques) – diminuendo le emissioni in atmosfera di anidridi solforose, ossidi di azoto e polveri. Si darà un futuro all’impianto, garantendo se non addirittura incrementando gli attuali livelli occupazionali per i prossimi 20 anni (tra dipendenti diretti e indotto circa 250 persone impiegate) permettendo nel contempo all’azienda di rispettare i vincoli di tutela dell’ambiente stabiliti dal protocollo di Kyoto. L’alternativa non si vede, a meno che non si consideri socialmente accettabile l’ipotesi che il benessere sociale e materiale delle nostre comunità locali possa arretrare a causa di un sistema industriale lentamente ma inesorabilmente messo ai margini. Attorno al revamping dello stabilimento di Monselice è in gioco la realizzazione di un progetto industriale di crescita sostenibile nel territorio e una visione generale di sviluppo per il futuro.

La federazione provinciale di Padova de La Destra è al fianco dei lavoratori (che assieme ai Sindacati hanno più volte manifestato il loro consenso al progetto) e al sindaco di Monselice Francesco Lunghi, nel sostenere la ristrutturazione dello stabilimento. Invitiamo quelle forze politiche che stanno strumentalizzando la questione per meri calcoli elettorali a fare un passo indietro e piuttosto verificare che il progetto proceda secondo gli impegni (la Italcementi ha avanzato proposte estetico – architettoniche che mitighino l’impatto ed è pronta a considerare ulteriori proposte migliorative).
Sulla questione riportiamo anche l’intervento del consigliere comunale di Monselice, Giuseppe Rangon che condividiamo in pieno:
“Dire si al revamping è una questione di responsabilità e di concretezza: tutti noi teniamo all’ambiente nel quale viviamo, non sono certo solo i comitati ad avere a cuore questo aspetto. Su questo argomento è giusto ragionare senza steccati ideologici: l’azienda ci sta proponendo di rinnovare l’impianto, sostituendo quello esistente con uno che è molto più moderno e di conseguenza, in grado di ridurre sensibilmente le emissioni. Come si può dire di no ad un’azienda che propone di ammodernare gli impianti, adeguandoli agli standard europei, e di mantenere l’occupazione nel nostro territorio, per di più in un momento in cui sono molte le ditte che delocalizzano? Purtroppo, mentre si parla di una cosa così importante, c’è chi non perde l’occasione per le solite strumentalizzazioni: ho letto il testo della diffida, nel quale si dice che la trattativa con Italcementi è stata portata avanti solo dal sindaco di Monselice, escludendo gli altri ‘portatori di interesse’: ebbene, non è affatto vero. Nello scorso dicembre 2009, proprio Miazzi assieme a Rino Biscaro del PD, è stato ricevuto da Italcementi per un incontro nel quale l’azienda ha spiegato tutto il progetto. Questo incontro non è affatto ‘segreto’ tanto che il 12 dicembre sulla stampa c’era la notizia di questo avvenuto incontro. Italcementi quindi non solo ha incontrato, ma ha dato anche disponibilità a Miazzi a fornire delucidazioni su eventuali punti non chiari. Delucidazioni che Miazzi si è ben guardato dal chiedere, perché evidentemente a lui fa più gioco far credere che ci siano lati oscuri: purtroppo c’è ancora chi cerca di usare la paura dei cittadini a fini politici (in questo Miazzi è un maestro), instillando dubbi e voci che non sono affatto veri ma che servono per far propagare paura.Per fortuna, la maggioranza dei cittadini sa ragionare con la sua testa e capisce che dal revamping c’è solo un vantaggio per il nostro territorio”.